Fotografia con poco - Luci alternative

Disclaimer - questa volta "con poco" è relativo: le foto sono realizzate con una Canon r6 con 24-70 (sicuramente non "con poco" a livello di portafogli) ed il flash utilizzato è un ad200 (seppure nella sua incarnazione più economica sempre un flash che ad oggi costa sui 250€)

Tuttavia qui la cosa importante è il tipo di illuminazione e l'accrocchio mistico di sostegno e softbox utilizzati.


E dopo questa parte noiosa, torniamo a scrivere stronzate per quei quattro fedelissimi che (chissà perchè) ogni tanto leggono il mio blog.

A 'sto giro parliamo di illuminazione artificiale in esterna.

Io ho sempre nello zaino il mio fidatissimo Godox Ad200 con il suo trigger. Il flash però da solo produce una luce estremamente dura, e non ha slitta per il flash per cui letteralmente non si può usare senza un sostegno, per cui ogni volta che ho scattato in esterna ho avuto bisogno di portarmi uno stativo (anche abbastanza grosso) ed un softbox ad ombrello da quasi un metro di diametro.

Tutta questa roba però è estremamente pesante e macchinosa da utilizzare su un set "mobile", specialmente quando si tratta di una roba improvvisata o da realizzare muovendosi all'interno di una location molto vasta.


Ho cercato per parecchio tempo soluzioni che mi permettessero di alleggerire lo zaino e semplificare tutte le operazioni su set.

La prima soluzione che ho vagliato è stata l'acquisto di un beauty dish più o meno grande, ma i prezzi volano immediatamente verso i 120€, e la rigidità del metallo comporta comunque "problemi" di trasporto.


Poi ho valutato diffusori molto piccoli, anche abbastanza economici, comodi da portare ma decisamente poco, poco efficaci per ammorbidire la luce.


Alla fine ho deciso di provare, più per gioco che per altro, ad utilizzare il diffusore in stile "ring light" di cui già ho parlato su queste pagine tempo addietro.

Avendo già sperimentato la luce prodotta da questo sotfbox, avevo pochi dubbi a riguardo, e ho scoperto con l'uso che (passatemi il paragone) utilizzandolo con le dovute accortezze diventa molto simile ad un beauty dish "diffuso" (lo so, ho scritto una roba assolutamente improponibile, facciamo finta che abbia un senso)


Trovato il softbox, rimaneva da capire che supporto utilizzare per il flash.

Ho utilizzatoin condizioni di solitudine degli stativi molto compatti ed estremamente economici che in realtà non sapevo nemmeno di avere, presi all'inizio della mia storia fotografica e dimenticati perchè, fondamentalmente, intuilizzabili con dei diffusori più grossi.


Per quanto però questi fossero compatti, rappresentavano sempre una superficie parecchio più lunga di quanto non sia il mio zaino, e ho provato a sostituirlo con un monopiede, anche questo estremamente compatto ed economico, che piegato diventa grande quanto due spanne, e va tranquillamente nello zaino.

Da utilizzare in solitudine è abbastanza complicato, ma con una persona che ti da una mano (come il mio folletto magico Erica) costituisce una soluzione incredibile come comodità e praticità. Molto leggero, abbastanza per portarlo ovunque, ed anche parecchio versatile per poterlo orientare in ogni modo.




Ecco come si presenta il mio accrocchio (più erica).


Ma bando alle ciance, è ora di lasciar parlare le foto.

Di seguito il mio set in esterna con Maya, a trani, con una luce naturale forte e anche parecchio dura.









78 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti