L'evoluzione del fotografo

Cazzeggiando in quel posto meraviglioso che è l'internet, in preda alla noia da quarantena, ho trovato questa immagine su google images. Mi piacerebbe dar credito a qualcuno di questo pezzo di genialità, ma purtroppo non sono riuscito a risalire all'autore, se qualcuno lo conoscesse me lo indichi per favore.

Ad ogni modo, perchè l'ho definito pezzo di genialità?

Perchè è una storia in cui chiunque faccia fotografia (decentemente, chi dopo 10 anni continua a pubblicare cieli viola e paesaggi pseudomarziani su facebook non rientra nella categoria). Partiamo tutti dalla modalità automatica, in una qualche delle sue declinazioni, convinti che ogni fotografia scattata sia meravigliosa, inimitabile, convinti di essere i migliori.

La mazzata arriva per tutti quando poi si inizia a giocare con l'esposizone, però è proprio in questa fase che si fanno i progressi più veloci (e secondo me si gettano anche le fondamenta per il futuro, ciò che si impara in questa fase definisce il fotografo che si diventerà). E di pari passo con l'apprendimento va la voglia di cambiare attrezzatura, anche se non sono mai stato un grande detrattore della GAS, del cambio di attrezzatura (io cambio spessissimo), perchè sperimentare fa parte del processo di apprendimento, e aiuta a mantenere alto l'entusiasmo.

Alla fossa HDR sono morto. Sono morto dal ridere, perchè mi ricordo benissimo il periodo trascorso in quel buco, fatto di paesaggi del lungomare che sembravano la brutta copia di un trip sotto LSD, avevano ben poco a che fare con la sfera del reale. E come me, ci cadono in tanti, qualcuno ci rimane pure, ben contento dei suoi risultati lontani dalla realtà.

Ad onor del vero va detto che l'HDR è una tecnica importantissima, e che se fatta come si deve permette di raggiungere risultati assolutamente unici, e che fino a 5 o 6 anni fa era l'unico modo, specialmente con certe macchine, di gestire situazioni con contrasti marcati. Oggi le macchine moderne hanno una maggiore malleabilità del raw, però rimane sempre una tecnica che se usata bene permette cose incredibili, solo che come tutte le cose necessita di una concreta fase di apprendimento, a cui non tutti giungono.

Superata la fossa HDR l'autostima è sempre a terra, perchè rivedi tutte le schifezze che hai fatto e ti chiedi come hai potuto andare orgoglioso di roba simile. Piano piano vai avanti, e studi sempre più tecniche di postproduzione, situazioni di scatto differenti, qualcuno si avvicina alla pellicola, qualcuno fa downgrade volontari dell'attrezzatura per mettersi alla prova, la costante rimane sempre e solo una: più si va avanti, più aumenta la consapevolezza di se e del proprio bisogno continuo di imparare, e più si scongiura la possibilità di rimanere, stagnando, in quella palude di mediocrità che viene ogni giorno alimentata dai mi piace su fb di amici e parenti di ph con reflex comprate a saldo il giorno prima.


(genio incompreso l'autore del grafico, che alla fine fine della linea del tempo ci ha messo pure la morte)



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