"Metadone" in quarantena - Shooting fotografico telematico

40 giorni senza scattare ritratti che non siano al piccolo barboncino che gira per casa sconsolato con la sua pallina, in cerca di qualcuno a cui lanciarla. Una quarantena di astinenza dagli otturatori che, però, in attesa di una adeguata resurrezione, aveva bisogno di un punto di svolta, di qualcosa che mi ricordasse che la mia fotografia non è finita.

Allora l'idea abbastanza folle (trovata su internet, devo essere onesto), di uno shooting fotografico telematico, a distanza. Una reflex a casa del soggetto, collegata ad un pc in thetering, ed il pc controllato in remoto, direttamente dalla mia scrivania. Con buona pazienza del soggetto che deve seguire le indicazioni del fotografo, non solo per la propria posa, ma pure su come sistemare la macchina fotografica (ovviamente posta su cavalletto, o su qualcosa di simile).

La prima persona abbastanza folle da dirmi si è stata l'ottima Serena (dormiserena su Instagram, andatevi a vedere il suo profilo perchè merita come fotografa e come modella).

Abbiamo abusato a distanza quindi della sua 77d, siamo riusciti a tirare fuori ogni possibile buon pixel dal suo 18-55, aiutati da un faro simil-yaniro da 1000w che le ha quasi fuso una parte della scrivania per il calore generato.

Da prima di subito ci siamo resi conto che il principale problema sarebbe stato il delay (di qualche secondo ad onor del vero, niente di inconcepibile) tra il momento in cui io premevo il pulsante di scatto sul mio desktop e il momento in cui la macchina scattava. Tutto questo quando il pc permetteva alla macchina di mettere a fuoco, perchè qualche scatto ce lo siamo perso a causa dell'impossibilità (dichiarata) di focheggiare dell'obiettivo.


Comunicando tramite videochiamata WhatsApp siamo riusciti ad accocchiarci non solo in merito alla posizione della fotocamera, ma anche e soprattutto alle pose che Serena doveva mantenere, più a lungo del solito alla luce delle inevitabili lungaggini del controllo remoto.

Abbiamo deciso di fare questo esperimento in un piccolo ambiente, la sua camera, tra l'altro estremamente fotogenica, e siamo riusciti a tirare fuori qualcosa di buono da questa follia di metà Aprile.



Sono soddisfatto del risultato raggiunto? Ni. In condizioni normali, sia Serena che la sua camera avrebbero meritato maggior giustizia dal mio obiettivo, probabilmente non mi sarei accontentato dei risultati che ho tirato fuori nella giornata di oggi. Tuttavia, considerata l'eccezionalità delle circostanze e la difficoltà che il mezzo tecnico fisiologicamente ha comportato, non posso che essere contento di aver realizzato delle fotografie che comunque hanno il loro valore.

Ciò che merita d'esser detto è che, senza dubbio, è stato bellissimo tornare a scattare, sia pure con qualche "sotterfugio tecnologico", e sarà ancora più bello tornare a mettere le mani sulla mia Eos R quando tutto questo finirà.


Di seguito qualcosa del lavoro di oggi, il resto prestissimo su Instagram!




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