Progetto IMMAGINI - Canon 5d mk II

Per la verità,


non si tratta propriamente di una macchina che mi hanno lasciato in prova da Immagini, essendo la macchina di mia proprietà, ma mi sembrava più giusto, per ragioni organizzative, inserire lo stesso titolo delle altre "prove sul campo".


DISCLAIMER - In fotografia, come in tutte le cose della vita, è pure possibile barare. Come si bara? Semplice. Si bara quando il soggetto della fotografia è di per se troppo forte, tale da rendere in qualsiasi caso il risultato degno di nota. Si bara pure quando il mezzo ha un carattere talmente tanto proprio, talmente tanto forte, che il lavoro da farci su per rendere il risultato perfetto è oggettivamente molto poco.



Nel set che accompagnerò a questi pensieri, ho evidentemente barato. Ho barato perchè Rosemary, prima amica, poi incredibile persona, e solo da ultimo (perchè davvero, è un'amica ed è una persona di quelle che ce ne sono poche) splendida modella, ha un'espressività talmente forte, talmente importante, che persino da una radiografia del cranio si riuscirebbe a cogliere quella malinconia che permea ogni sua occhiata. Tra l'altro, con due occhi chiari e grandi come i suoi, sarebbe strano se non trasparisse ogni emozione persino nel più fugace degli sguardi.



E ho barato pure perchè la 5d2, avendo cura di prestare attenzione a qualche dettaglio, restituisce un file che, ragazzi, non si trova in nessun'altra macchina.

Questa è una cosa che andando avanti si va perdendo effettivamente, macchine e lenti diventano sempre più asettiche, sempre più perfette ma anonime...

Con la 5d2 questo non succede. Ma andiamo per gradi.

La macchina in mano sta come deve stare. Rispetto alle macchine di oggi, l'impugnatura è un po meno pronunciata, ma è già tutto al posto giusto, chi come me è cresciuto su quella macchina (ne ho avuti 3 esemplari nel corso degli anni) troverebbe tutto anche ad occhi chiusi. Non che poi ci sia molto da trovare, settati gli iso, i tempi e i diaframmi non c'è più molto da fare. Niente modalità strane, niente auto-iso (ci sono, ma è come non ci fossero), niente AF sull'occhio o sul neurone. Solo 9 punti di fuoco, di cui 8 poco utilizzabili. E questa è l'unica nota dolente di una macchina che altrimenti sarebbe definitiva. Solo il punto centrale si può davvero usare, gli altri è meglio evitare, specialmente con aperture più ampie del 2.8.

Tuttavia, con un po di pratica, al problema si trovano soluzioni più o meno punk, come d'altronde si è sempre fatto prima che sony scatenasse la corsa al miglior autofocus; e una volta risolto il problema del fuoco, e accettato che una foto su due sarà fuori fuoco, si può iniziare a rimanere senza parole.

I file della 5d2, per resa cromatica, per caratteristiche, per qualsiasi cosa, sono assolutamente unici. Pure è inutile stare a parlarne tanto, ché solo a tenerne una in mano e ad usarla dopo averla conosciuta bene si può comprendere quanto i prodotti di quel vecchio cmos da 20mpx (che nel 2008 erano parecchi) sono unici.

Certo, se poi si cerca di recuperare luci ed ombre aspettandosi il comportamento del sensore della a7III, si rimane delusi. Ma avendo cura di realizzare un'immagine correttamente esposta già in fase di scatto, ci sono poche macchine che possono vantarsi di offrire risultati paragonabili.

Si, più che una pseudo recensione è diventata una


pseudo ode alla 5d, ma va bene così, tanto in pochi saranno arrivati a leggere fino a qui, più interessati alle immagini.

Immagini che vi lascio in coda, con un commento:

Ragà, ma quanto è forte Rosemary???






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